Vai al contenuto

Notizie·Evento·

Venticinque anni a Rialto: grazie a chi ha festeggiato con noi

Sabato 3 ottobre la loggia del Mercato del Pesce di Rialto si è riempita per i venticinque anni della Dogale. Il racconto della serata, i Sigilli del Venticinquennale, i dieci locali della Rotta e le foto di Riccardo Davoli.

Il panel sullo stoccafisso del 2032 seduto sotto la rastrelliera degli stoccafissi, davanti al tavolo con il drappo del venticinquesimo e gli archi aperti sul Canal Grande

Sabato 3 ottobre la loggia del Mercato del Pesce di Rialto si è riempita. Centinaia di persone fra soci, ristoratori, ospiti e veneziani di passaggio sono venute a festeggiare con noi i venticinque anni della Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato, sotto la rastrelliera degli stoccafissi e con il Canal Grande alle spalle.

Il pubblico seduto nella loggia del Mercato del Pesce di Rialto, con gli archi aperti sul Canal Grande
La loggia del Mercato del Pesce, sabato 3 ottobre. Foto Riccardo Davoli

«Il vento del Nord a Rialto» era la Tappa Zero del cammino verso il 2032, quando ricorreranno seicento anni dal ritorno di Pietro Querini a Venezia. Cominciarlo qui, nel posto dove il pesce arriva ogni mattina, insieme a chi il mantecato lo prepara e a chi lo ama, è stato il modo più giusto.

«Venticinque anni fa abbiamo cominciato a difendere una ricetta. Sabato, a Rialto, abbiamo visto che cosa è diventata: una rete di locali che la cucinano bene ogni giorno e una città che la riconosce come sua. Il 2032 è lontano sei anni, e sappiamo già da dove ripartire.»

Maurizio Scarpa, Doge della Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato

La città con noi

Ringraziamo la vicesindaco Francesca Zaccariotto, che ha portato i saluti della Città, e l’assessore al Commercio Sebastiano Costalonga. Di Querini la vicesindaco ha detto: «Una sua curiosità è diventata un cibo simbolo». La serata ha avuto il patrocinio del Comune di Venezia e della Regione del Veneto: grazie a entrambi. E grazie a Francesco Danesin, segretario della Federazione Italiana Circoli Enogastronomici, venuto a festeggiare una delle confraternite associate.

Lo Stockfish Journey

Nella loggia erano sospesi gli stoccafissi di «The Stockfish Journey», la mostra itinerante ideata dall’artista islandese Elín Arna Kristjánsdóttir Ringsted. Con la serata del 3 ottobre la Dogale ha inaugurato la prima tappa del viaggio dello Stockfish Journey, partito da Torino.

Un tema che tornerà presto a tavola: giovedì 15 ottobre l’Accademia Italiana della Cucina dedica la sua Cena Ecumenica a «Stoccafisso, baccalà e altri pesci secchi, salati o affumicati nella cucina regionale tradizionale».

Stoccafissi sospesi con le etichette della mostra sotto il soffitto di legno della loggia del Mercato del Pesce
Gli stoccafissi sospesi dello Stockfish Journey nella loggia di Rialto. Foto Riccardo Davoli

Le parole della serata

Dopo il Bando del Doge, la lectio brevis «Il pesce che unì l’Europa» ha visto intervenire Angela Munari, della Fondazione Querini Stampalia, e lo storico della gastronomia Otello Fabris.

I due relatori della lectio brevis seduti sotto la rastrelliera degli stoccafissi, davanti al pubblico
La lectio brevis «Il pesce che unì l'Europa». Foto Riccardo Davoli

Il panel «Stoccafisso 2032: il cibo più antico del futuro», moderato da Anna Maria Pellegrino, ha riunito Tiziana Agostini, presidente della Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina; Francesco Danesin per la F.I.C.E.; Olaf J. Pedersen, del consorzio Tørrfisk fra Lofoten; Andrea Vergari, presidente della International Stockfish Society; e, per la Dogale, il Doge Maurizio Scarpa, il Doge Emerito Ermanno Tagliapietra e il cofondatore Franco Favaretto.

Poi la parola è passata a chi il mantecato lo serve tutti i giorni. Al confronto «Il baccalà del futuro verso il 2032» hanno partecipato Serena Franzolin dell’Osteria FraSe e Daniele Zennaro dell’Algiubagiò.

I Sigilli del Venticinquennale

Consegnati dal Doge e da Rossella Dalla Pietà, Savio alle Tradizioni, i Sigilli sono andati a chi ha fatto la storia della Dogale: i Savi fondatori Lorenzo Pavan, Franco Favaretto e Carlo Fantuzzo, il Doge Emerito Ermanno Tagliapietra e, alla memoria, il Savio fondatore Dino Boscarato, ritirato dal figlio Marco.

Un momento della consegna dei Sigilli del Venticinquennale, al microfono fra i confratelli con la stola rossa
La consegna dei Sigilli del Venticinquennale. Foto Riccardo Davoli

I ristoratori, il cuore della festa

Una confraternita custodisce un disciplinare, ma il mantecato lo tengono vivo i locali. Dieci di loro sono stati con noi al Mercato e hanno ricevuto il riconoscimento della Dogale. Dalle 20.00 hanno poi accolto il pubblico nella Rotta della degustazione, ciascuno con il proprio cicheto di baccalà mantecato e un vino scelto per l’occasione.

I ristoratori della Rotta in grembiule rosso, in fila nella loggia, ciascuno con il riconoscimento della Dogale
I ristoratori della Rotta della degustazione. Foto Riccardo Davoli

Grazie a Hostaria Venetika e Ristorante Vecia Cavana di Cannaregio, Ristorante Algiubagiò alle Fondamente Nove, Ristorante da Celeste a Pellestrina, Trattoria BaccalàDivino e Ostaria da Mariano a Mestre, Ristorante Gellius a Oderzo, Ristorante Le Scuderie a Villorba, Ristorante Al Fogher a Camponogara e Osteria FraSe a Piove di Sacco. Indirizzi e abbinamenti restano sulla pagina della Rotta: il mantecato lo preparano anche dopo la festa.

Un cuoco in giacca bianca prepara i cicheti di baccalà mantecato al banco della degustazione, con il pubblico attorno
Al banco della degustazione. Foto Riccardo Davoli

Grazie

A tutti quelli che hanno lavorato perché la serata riuscisse, a chi è salito sul palco e a chi è rimasto in piedi in fondo alla loggia. A Riccardo Davoli, che l’ha fotografata: le sue dodici foto sono qui, libere da scaricare con il credito.

Il 3 ottobre è stato la Tappa Zero di un percorso di sei anni. Le prossime tappe le racconteremo qui.